Comportamenti complessi degli ominidi, ma molto prima dell’Homo sapiens

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L'ultima specie: Cambi di clima, diffusioni e bugie dell'Homo sapiens (2025)

L’ultima specie: Cambi di clima, diffusioni e bugie dell’Homo sapiens (seconda edizione, 2025) di Simone Barcelli

L’uso strutturale del legno nella documentazione archeologica

Gli scavi nel sito di Kalambo Falls in Zambia, nell’Africa centro-meridionale, hanno consentito di rinvenire la prima prova di uso strutturale del legno nella documentazione archeologica.

Molto prima dell’Homo sapiens

Due tronchi a incastro uniti trasversalmente da una tacca tagliata intenzionalmente con utensili di pietra, conservati in depositi inzuppati d’acqua, rappresentano i resti di una piattaforma che ha restituito, con la tecnica della luminescenza, una datazione di quasi mezzo milione di anni (476 ± 23 kyr).

Funzionali strutture di legno

Questo significa, per i firmatari di uno studio pubblicato nel 2023 (Lawrence Barham, G. A. T. Duller, I. Candy e altri, Evidence for the earliest structural use of wood at least 476,000 years ago, Nature, Vol. 622), che ominidi precedenti all’Homo sapiens erano in grado, già in quell’epoca, di realizzare funzionali strutture di legno, come pare dimostrare il recupero, nella stessa area, di quattro utensili, tra cui un cuneo, un bastone da scavo, un tronco tagliato e un ramo intagliato, databili da 390 ka a 324 ka.

I reperti scoperti nel bacino di Olorgesailie nella Rift Valley

Dello stesso tenore tre articoli pubblicati da Science nel 2018, in cui i rispettivi autori analizzano i reperti scoperti nel bacino di Olorgesailie nella Rift Valley del Kenya meridionale, la cui cronologia, basata fondamentalmente sugli isotopi dell’argo e dell’uranio, si attesta a 320.000 – 295.000 anni fa.

Comportamenti tecnologici, simbolici e socio – economici complessi

Essi suggeriscono che ominidi del genere Homo, vissuti prima della nostra specie, già possedevano comportamenti tecnologici, simbolici e socio – economici complessi.

Infatti, questi primati fabbricavano e usavano sofisticati utensili di ossidiana (più piccoli, raffinati e meglio conformati, rispetto a quelli di pietra del tipo “bifacciale”), utilizzavano pigmenti colorati (sfruttando rocce ricche di ferro per ricavare un pigmento rosso) e scambiavano materiali con popolazioni distanti.

Retrodatare di molto la comparsa di tecnologie e abitudini di vita

I paleoantropologi hanno, quindi, retrodatato di molto la comparsa di tecnologie e abitudini di vita che, finora, s’intendevano prerogativa di Homo sapiens.

Stimolare l’evoluzione umana

Secondo Rick Potts, direttore dell’Human Origin Program del National Museum of Natural History della Smithsonian Institution di Washington (uno degli autori dello studio Environmental dynamics during the onset of the Middle Stone Age in eastern Africa, Science, Vol. 360, N. 6384, 2018), quella zona, a partire da 360.000 anni fa, fu interessata da un lungo periodo d’instabilità climatica, colpita anche da devastanti terremoti.

Ciò potrebbe aver stimolato l’evoluzione umana, favorendo il progresso tecnologico, lo sviluppo delle strutture sociali e i primi scambi di risorse.

Hai letto un estratto del libro “L’ultima specie” (2025, seconda edizione).

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