Una piccola scheda perforata per scovare gli ebrei

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Le finanze occulte del Führer: Dal trattato di Versailles all’ascesa di Hitler. Le responsabilità di politici, banchieri e imprenditori americani nel riarmo della Germania

Le finanze occulte del Führer: Dal trattato di Versailles all’ascesa di Hitler. Le responsabilità di politici, banchieri e imprenditori americani nel riarmo della Germania (Aurora Boreale Edizioni, 2023) di Simone Barcelli

Come nasce un colosso

L’IBM, International Business Machines Corporation, è nata nel 1924 dall’inventiva di Herman Hollerith, un ingegnere che già nel 1896 aveva creato Tabulating Machine Company, la prima azienda d’informatica della storia.

Hollerith aveva creato un innovativo metodo di elaborazione delle schede di rilevazione per snellire le procedure di raccolta e sistemazione dei dati concernenti il censimento della popolazione statunitense nel 1890.

Organizzare le informazioni

Pietro Nastasi, docente di Storia della Matematica all’Università di Palermo, ammette che quello escogitato da Hollerith diventerà «il sistema fondamentale per l’organizzazione delle informazioni e quindi per la nascita dei primi computer».

Succursali dappertutto

La politica dell’IBM, che verteva sostanzialmente sul noleggio dei suoi macchinari, permise all’azienda di espandersi rapidamente in giro per il mondo, aprendo succursali dappertutto.

In Germania approdò negli anni Venti, con la Dehomag di Willy Heidinger, che disponeva di una licenza rilasciata dalla casa madre.

Condonare i debiti accumulati

La crisi inflazionistica del 1922 portò all’intervento diretto del presidente dell’IBM, Thomas John Watson, che condonando i debiti accumulati dalla Dehomag, acquisì il 90% del pacchetto azionario.

Fu un affare, nel vero senso della parola, perché la filiale tedesca realizzava già all’epoca buona parte del fatturato globale.

La prima mappatura della popolazione di origine ebraica

Le competenze e le apparecchiature automatizzate della Dehomag, furono utilizzate ufficialmente per il censimento della popolazione negli anni 1933-1934, ma in realtà fornirono a Hitler una prima mappatura della popolazione di origine ebraica.

La tecnologia messa a disposizione dal colosso americano servì poi per velocizzare il processo di ricerca di milioni di ebrei e ottimizzarne la catalogazione in schede perforate, inserite in basi di dati.

Affari a gonfie vele

All’epoca il direttore di Dehomag era Hermann Rottke, che riscuoteva il plauso del presidente della sede madre dell’IBM a New York Thomas John Watson Senior, per gli affari che andavano davvero a gonfie vele.

Gli enormi profitti conseguiti con il noleggio degli apparati, dopo essere transitati in una banca di Ginevra, rimpinguavano sempre più le casse statunitensi.

La consociata IBM

Per venire incontro alle esigenze delle SS, fu necessario inaugurare a Varsavia la Watson Business Machines, una consociata IBM che si occupava di ottimizzare la deportazione ferroviaria degli ebrei nei campi di concentramento della Polonia.

Anche la Dehomag, dopo l’inizio del conflitto, espanderà la propria rete di filiali, inaugurando nuove sedi in Austria, Polonia, Cecoslovacchia, Olanda e Francia.

Quella piccola scheda perforata

Fu proprio grazie a quella piccola scheda perforata facilmente utilizzabile e leggerissima che il Reich fu in grado di organizzare con precisione assoluta e senza dispendio di energie il censimento delle proprie vittime.

Nel giugno del 1937 Watson, che si recava spesso in Germania per soprintendere alle operazioni della Dehomag, fu premiato da Hitler con l’onorificenza del Terzo Reich destinata ai cittadini stranieri, la Gran Croce del Supremo Ordine dell’Aquila Tedesca.

La medaglia restituita

Dopo l’entrata in guerra degli USA, il presidente di IBM restituì la medaglia, con grande indignazione della consociata Dehomag, che comunque dal 1941 proseguirà la stretta collaborazione allacciata con il Nazismo, che a quel punto ne prese pure le redini.

Le attività della sussidiaria tedesca

Il consapevole coinvolgimento dell’IBM e del suo presidente con la Germania del Führer e soprattutto con l’Olocausto, è il tema di un libro del giornalista investigativo Edwin Black, che ricostruisce in maniera dettagliata e documentata le attività della sussidiaria tedesca.

La tecnologia fornita da IBM alla Germania è stata fra l’altro utilizzata dai tedeschi per ottimizzare la produzione dell’industria bellica e la rete dei trasporti.

Schede personalizzate

Secondo Black «Ciascun sistema Hollerith doveva essere personalizzato dagli ingegneri della Dehomag. Questi ultimi progettavano i sistemi per inventariare i pezzi di ricambio degli aerei, controllare gli orari ferroviari e registrare gli ebrei all’interno della popolazione, in modo che fossero del tutto diversi tra loro. Ciascuna scheda doveva essere personalizzata con colonne e campi di dati studiati appositamente per i lettori. La Dehomag doveva conoscere i dettagli più segreti della destinazione d’uso, progettare le schede e quindi creare i codici. Per via dell’esigenza quasi illimitata di tabulatrici che caratterizzava le guerre razziali e geopolitiche di Hitler, l’Ibm New York reagì con entusiasmo alle promesse del nazismo».

IBM conosceva lo sterminio degli ebrei

Black è convinto che la sede di New York fosse pienamente a conoscenza di quanto stava accadendo nel Terzo Reich, considerando che «i macchinari erano abitualmente utilizzati nei campi di concentramento, e sapevano anche dello sterminio degli ebrei, non ebbe mai nulla a che vedere con il nazismo, ma solo e sempre con il profitto».

 

Hai letto un estratto dal libro “Le finanze occulte del Führer. Dal trattato di Versailles all’ascesa di Hitler. Le responsabilità di politici, banchieri e imprenditori americani nel riarmo della Germania” (Aurora Boreale Edizioni, 2023) di Simone Barcelli

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