
Yankee Go Home! (Idrovolante Edizioni, 2024) di Simone Barcelli
Una nazione priva di ideologia
L’americanismo che nasce alla fine del XIX secolo, quando gli Stati Uniti cominciarono ad affacciarsi sulla scena internazionale, è l’affermazione di un’identità priva di una solida ideologia, almeno rispetto a quella posseduta da molti Paesi europei, poiché espressione di una società all’epoca non ancora del tutto formata, anzi, in continua evoluzione anche sotto l’aspetto politico.
Il prototipo di un’economia basata sul libero mercato
Questa tipicità, pur restituendo un modello all’apparenza non facilmente esportabile, non precluse agli Stati Uniti d’imporre agli altri, fin dai primi decenni del Novecento, il prototipo di un’economia basata sul libero mercato, quel che conosciamo come capitalismo, mascherato da barlumi di democrazia provenienti però da un sistema politico sviluppatosi in tal maniera solo nel mondo anglo-americano.
Questa ‘minestra’ è stata poi propinata agli altri con più gusto aggiungendo l’ingrediente dei diritti umani.
La percezione da parte degli altri Paesi
L’esistenza o meno di un’ideologia americana esplicitamente formulata, secondo Romano Vulpitta, professore emerito all’Università Sangyo di Kyoto in Giappone, non costituisce il nocciolo del problema: quel che conta è la percezione da parte degli altri Paesi che tale ideologia possa davvero esistere e, soprattutto, che gli Stati Uniti vogliano imporla.
E qui si manifesta la reazione alla supposta minaccia, che converge nell’antiamericanismo.
La preminenza dell’economia sulla politica
L’essenza dell’americanismo, continua lo studioso, può essere facilmente e unicamente individuata nell’economia di mercato, che basa le sue fondamenta sulla preminenza dell’economia sulla politica, come suggerisce il pensiero americano.
Le principali correnti dell’antiamericanismo
Da qui è possibile distinguere anche le diversità di fondo che movvero le principali correnti dell’antiamericanismo individuate dagli storici, che si svilupparono in Italia fin dagli anni Venti del Novecento.
Infatti, se da una parte la frangia di destra e quella cattolica focalizzarono sempre la loro reazione ponendo in risalto la questione politica della faccenda, la sinistra concentrò piuttosto il suo dissenso sull’aspetto economico.
L’antiamericanismo di destra
L’antiamericanismo di destra, di cui mi occupo nello specifico in questo articolo, essendo ideologico, trovava le sue radici profonde nel nazionalismo del primo dopoguerra, poi confluito nel fascismo, in astio agli umilianti trattati di pace firmati a Parigi.
Un’America priva di valori
Gli intellettuali di questa parte politica furono assertori di un’America priva di valori, senza un retroterra culturale e nemmeno un barlume di storia paragonabile a quella gloriosa che aveva animato nei secoli precedenti un po’ tutti i Paesi europei.
La “terza via”
In più, con l’avvento del regime fascista, subentrò anche una strenua difesa della “terza via”, quella del corporativismo, in aperta contrapposizione al capitalismo e al socialismo.
Gli interventi degli intellettuali del regime
Le sanzioni comminate all’Italia fascista dopo le conquiste coloniali, esasperarono ancor più l’ostilità verso gli USA, con l’opinione pubblica che fu indotta in tal maniera dagli interventi degli intellettuali del regime pubblicati su riviste e quotidiani a larga tiratura.
Il bagaglio dei nostalgici
Questo retroterra culturale, esasperato durante gli anni della Repubblica di Salò per l’invasione della penisola da parte dei soldati americani e la sconfitta finale, rappresentò il bagaglio dei nostalgici di destra e del Movimento Sociale Italiano, il partito che nacque dalle ceneri della Repubblica Sociale Italiana, in un misto di rancore e rivincita nei confronti degli Stati Uniti e dei suoi alleati occidentali.
Dopo la disfatta dell’ideologia originale
Un collante, quello dell’antiamericanismo estremo, che dette forza e tenne in vita gli sparuti gruppi neofascisti che cercarono di riorganizzarsi dopo la disfatta dell’ideologia originale.
Hai letto un estratto dal libro Yankee go home! Il sentimento antiamericano in Italia (Idrovolante Edizioni, 2024).
