Una ricerca pubblicata su Science nel settembre 2023, cui hanno contribuito anche due specialisti italiani, Giorgio Manzi e Fabio Di Vincenzo, ha determinato, sulla scorta di riscontri provenienti da banche genetiche – analizzando, quindi, i genomi di tremila individui moderni appartenenti a cinquanta popolazioni umane diverse -, che la specie Homo ha seriamento rischiato l’estinzione tra 930 e 813 mila anni fa.
A causa dell’estremo cambiamento climatico, con le alternanze fra cicli glaciali e interglaciali che si susseguirono a intervalli di centomila anni, il genere da cui discendiamo si estinse quasi completamente, come d’altronde anche i grandi mammiferi, in Africa e Eurasia.
Gli autori, utilizzando per la prima volta un innovativo metodo bioinformatico e andando a ritroso nel tempo del nostro albero genealogico, hanno stimato la consistenza demografica del passato, riscontrando in quel periodo un crollo demografico del 98,7%, che lasciò in vita solamente poco più di un migliaio di ominidi.
L’Homo heidelbergensis, che sorgerà dopo questo “collo di bottiglia”, conseguenza della catastrofe climatica che portò alla drastica riduzione della popolazione, recherà in sé il rapido accumulo di cambiamenti genetici, con una sensibile riduzione delle variabili, che daranno origine, prima di noi, ai Neandertal in Europa e ai Denisoviani in Asia, due specie che furono in grado di controllare sistematicamente il fuoco e introdurre avanzate tecnologie litiche.
L’evoluzionista Telmo Pievani, a margine della ricerca, ha precisato che ci fu un collasso catastrofico generalizzato, che, peraltro, combacia con le evidenze fossili. In questo caso particolare, la frammentarietà dei dati fossili confermano la quasi estinzione degli ominidi della nostra catena evolutiva.
Manzi ha osservato che «il bottleneck [collo di bottiglia, N.d.A.] di circa 900.000 anni fa sarebbe stato all’origine di una vera e propria speciazione e che questo passaggio evolutivo, da forme precedenti del genere Homo (verosimilmente Homo ergaster) alla specie Homo heidelbergensis (o chi per lei), sia stato anch’esso un evento cruciale nella nostra storia evolutiva».
I sopravvissuti alla catastrofe, insomma, furono in grado di rimettere in movimento il motore dell’evoluzione.
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